dopo una settimana passata a lavorare quasi esclusivamente dalle otto di sera fino alle due e dalle sette e mezza di mattina alle undici, ho capito molte cose. che il mio lavoro è fatto di tante attese e di rapporto umano più del previsto. che le ragazze a parma sono davvero più belle che nel resto del mondo e che esiste una giornalista sosia di valeria solarino. che a forza di tentativi il nuovo sito è attivo ed è molto vicino all'idea che se ne aveva all'inizio e che cercando il mio nome su google saltano fuori un po' di cose interessanti. che oggi torno a casa e stasera l'attesa finisce
si vive la propria vita senza nemmeno rendersene conto. in percentuale, quante sono le cose che ti rimangono in mente? il dieci per cento? il cinque? l'altro novanta ti scivola via, manco te ne accorgi che ti sono successe quelle cose. anche cose piacevoli, sia chiaro. ma che dopo una giornata sono già sfumate.
poi c'è chi chiude tutto in compartimenti stagni, che c'è da ammetterlo è una tecnica comoda. uno accumula, mette dentro e, una volta che vuole chiudere, sigilla dall'esterno. un lavoro ben fatto, in modo che l'umidità non entri. in modo che tutto rimanga lì, senza essere intaccato dal tempo.
d'altra parte c'è chi stocca le cose e le lascia aperte all'aria, che forse è più scomodo, anche a livello organizzativo. uno a volte fa confusione, scambia le cose con altre, si contraddice. però le cose continuano a prendere aria e non puzzeranno mai di vecchio. vengono divise ma rimangono lì, a disposizione.
arriva poi il momento di dover/voler fare spazio. che il terreno costa, anche se con la crisi i prezzi si calmeranno. per colui che ha scelto i compartimenti stagni, è difficile lo smaltimento. puoi vendere il blocco, ma è oggettivamente difficile trovare un acquirente di ricordi altrui. quindi cosa potrebbe fare? negare la proprietà.
come lo scarico di una caldaia ingombrante, appena la si lascia a lato di una strada si diventa colui che si lamenta delle discariche a cielo aperto. quello che si preoccupa per l'ambiente e vorrebbe maggiori controlli, che le istituzioni non fanno mai abbastanza in casi come questo.
quello invece che ha la sua roba a cielo aperto ha due vie davanti a se: o mette in vendita singolarmente ogni ricordo (tecnica non meno difficile della vendita del compartimento stagno in toto, sai che palle trovare il cliente per ogni cosa?) o appicca il fuoco e guarda levarsi la colonna profumata dei bei ricordi andati.
ecco il punto: io ero lì che guardavo la distesa, tutto contento. mai mi sarei privato di quelle cose. c'erano viaggi a fianco di concerti. sveglie alla domenica mattina con vicino le litigate per un gelato con i gusti sbagliati. serie tv viste sotto al piumone e discussioni sulle ex. ero fiero di come era tutto in ordine. e poi sei arrivata tu. che hai abbandonato il tuo blocco. e hai dato fuoco al mio
(ai pochi commentatori, chiedo di non commentare. ai pochi lettori, di riflettere. a te, di non tornare più su queste pagine)
oggi vado ad un incontro a reggio, per iniziare un laboratorio. altri ragazzi rispetto agli altri, più grandi. diffidenti allo stesso modo. ahmed, mirel e gli altri. arrivo un po' scarico, ho dormito un'ora dopo pranzo per riprendermi un attimo.
(le chat andrebbero chiuse come i locali. alle due basta servire alcolici. poi si dovrebbe fumare solo nella zona adibita e se vuoi uscire puoi solo con i bicchieri di plastica)
non scatta qualcosa, i ragazzi mi guardano e capisco benissimo che mi considerano uno come tanti. faccio il compitino e poi una volta finita la serie di incontri, ciao. non riesco a tirare fuori quel qualcosa per fargli capire che quello che faccio mi interessa. che mi piacerebbe andare oltre.
(come un po' in tutte le cose? perchè anche se il mio umore viaggia su due binari precisi e filanti non vuol dire che ogni tanto non si sia sbattuti, no? che tipo l'altra sera dopo l'ennesima serata a chiacchere e rapporti sociali ci sediamo sulle scale io e un mio amico di vecchia data. che ci prendiamo sempre in giro. però l'altra sera eravamo davvero stanchi e lo scambio di battute e stato tipo:
- dura eh? dico essere così intendo
- eh, effettivamente
quindi vorrei andare oltre con certe persone, il difficile è farglielo capire)
in effetti dopo un'ora salta fuori la storia che vogliono fare sul dei calciatori di periferia. una cosa che è 'holly e benji' senza che loro l'abbiano mai visto. compresa patty, interpretata da mimì, nigeriana
(che bella quella mimì e che belle le dinamiche attorno a lei. ahmed e mirel che se la giocano, la stuzzicano e la prendono in giro. lei che fa la sua parte, tira la corda. gli altri ragazzi non si intromettono e le ragazze stanno a guardare)
poi, quasi alla fine dell'incontro arriviamo ai nomi che si vogliono dare. ma loro sono tutti diffidenti.
mirel: io voglio chiamarmi ricardo
ahmed: io lionel
john: a me piace steven
io: kakà, messi, gerrard
mirel: non avrei mai creduto che ci potessi arrivare. cosa pensi di cristiano ronaldo?
io: a me lui sta sui coglioni e spero che la champions la vinca il barcellona o l'arsenal
ahmed: sei un grande, sei uno di noi
(a volte basta poco, davvero poco. il difficile è farglielo capire)
entrare in un negozio senza nemmeno rendersene contro e comprare 'agaetis byrjun', accorgersi che è entrata anche lei per aspettarti, uscire e vedere che gli altri non ci sono, camminare sotto i portici, stretti e non parlare, senza sapere dove andare
ieri sera vedo 'cargo 200' di balabanov (un bel film, se ne avete visti già altri russi). e c'è questa canzone che il tipo ascolta in auto in ogni situazione: che sia triste, ubriaco, felice. parte sempre questa canzone e ti entra. una di quelle da canticchiare senza sapere le parole. ecco, oggi in preda alle solite ore davanti al mac per lavoro mi sono dedicato dieci minuti e l'ho trovata (non so nemmeno io come). un regalo a voi
Arielj - v krayu magnolij (radio edit)
Arielj - v krayu magnolij (dance version)
(del primo video da notare come il tutto si svolga durante un capodanno in tv, anche i cameraman stavano festeggiando)
(del secondo, che dire? le capigliature? l'espressione del cantante? la tenuta del gruppo? il mostro di rostov che appare a 1.25?)
devo chiedere alla badante di mia nonna se la conosce
però prima di vedere un film e rilassarmi, decido di farmi una tisana.
vado in cucina e passo davanti alla tv accesa e mia madre che la guarda.
c'è telethon condotto da pippo baudo e c'è un sondaggio 'chi dovrebbe andare a lavorare?'
risultati scontati:
3. calciatori
2. veline e tronisti
1. politici (ospiti mastella e bordon, credo che l'accoppiata si commenti da sola)
arrivo su una discussione del punto 2. partecipano sposini, una che non conosco, beha, la palombelli, quello di ottoemezzo che credo si chiami buttafuoco e maria cuffaro. maria cuffaro e la berlinguer sono due donne bellissime, secondo me. beh, lo scambio più o meno è stato questo, con parecchie parti mancanti. vi accenno le frasi più significative:
palombelli: ma io difendo chi lavora, come in questo caso le veline e i tronisti che fanno un duro lavoro
buttafuoco: ma di ambra c'è solo lei, per me ci vorrebbe un po' di sana censura
cuffaro: ma stiamo scherzando?
nella bellissima
mappa della sessualità umana postata da giavasan, mi colloco giusto nel mezzo dello stretto del 'self-loving'. per fortuna però sono sulla costa del porno su internet nella 'land of mundania'. preoccupante il fatto che dall'altra parte dello stretto ci siano i giocattoli come dildo, vibratori e la celeberrima 'hitachi magic wand'. ecco, giusto per precisare
ma non è meglio concentrarsi sulla straordinaria bruttezza di
questo spot piuttosto che stare a lamentarsi del paio di tette della panda?