perchè mi sveglio dal mio riposino prima di andare a lavoro e sento provenire dalla tv che guarda mia madre
'restless' di neja?
mi assicurate che siamo al 31 marzo 2009 e che alessia merz sia scomparsa dalla scene?
che john scatman ci protegga
da oggi non sono più un proletario (lo sono mai stato?) in quanto possessore di un mezzo di locomozione e un conto in banca
sono bastate una ventina di firme in banca e una dozzina in assicurazione, decine di fogli che nessuno leggerà mai. materia nello spazio
alle ultime avevo la mano atrofizzata, non ricordo più il mio nome e non so cosa ho fatto. dove mi trovo, perchè sono qui?!
il prossimo passaggio sarà mangiare la pizza al sabato sera nello stesso posto, la colonna in autostrada di sabato verso il mare e rifiutarmi a letto dicendo 'cara, sono stanco' (rivolto alla macchina, ovvio)
musica:
edith piaf_no, je ne regrette rien
new order_blue monday
mina_e poi
fukkk offf_rave is king (le castle vania remix)
clash_magnificent seven
coldplay_lovers in japan
mustard pimp_oh la la satan
arielj_v krayu magnolij
crookers_we are prostitutes
lcd soundsystem_tribulation
casino royale_anno zero
emiliana torrini_me and armini
akufen_deck the house
sangue misto_la porra
jay shepheard_last days (of cou cou)
in flagranti_business acumen
new order_krafty
lykke li_breaking it up (punks jump up remix)
tv on the radio_the golden age
glasvegas_daddy's gone
the last shadow puppets_the age of the understatement
d' secret svc_tight jeans (fukkk offf remix)
film:
la vie en rose_dahan
the millionaire_boyle
sexy beast_glazer
cargo 200_balabanov
il bambino con il pigiama a righe_herman
lezione 21_baricco
libri
teatro_beckett
storie di cronopios e famas_cortazar
cecità_saramago
la nausea_sartre
dire che vado a letto adesso ma prima di addormentarmi ho voluto riguardare alcune foto bellissime (si, vado a letto adesso. è solo che passato il limite delle 24 ore sveglio, il mio corpo si rifiuta di dormire e prima di addormentarmi volevo vedere quelle foto). sono già atterrato
(dalla mia tesi)
ringrazio i miei genitori norberto e luisa che mi hanno permesso tutto. e che non hanno ancora capito che quando passo ore davanti al computer, non sto giocando.
i miei fratelli luca e fermo per l'impostazione iniziale e le rispettive famiglie: morena, manuela, marta, fabiana, fancesca.
il prof, pietro favari e la dott.ssa giorgia cortesi per la disponibilità e la fiducia.
manu, giorgio, nicola, ske, rocco, gael, giorgina (e consorte), sara, monduz, zanna, robby, andrea, martino: sanno il perchè.
rigraziamento speciale a lalli e ricca per l'impostazione attuale (theslowbreakfast.com e visual70).
l'ely, dopo l'inizio e prima della fine.
clienti del negozio ma prima ancora amici: simona, idilio, marco, emilio, giorgio, eduard, giulia, alessio e francesca.
via tibaldi 38, via reiter 19 e via santa 3: bologna.
bebio, natascia, roberta, marco, enrico e tutti gli altri 'bolognesi'.
elisa, wainer e chi ha partecipato al kaspar hauser film festival.
paolo e il carico di esperienza che mi sta passando.
la mia presunzione e l'entusiasmo nel fare e dire le cose, ma soprattutto grazie a chi non mi capisce: mi spinge a continuare così.
coloro che mi sono dimenticato di nominare.
tutti quelli che leggendo i ringraziamenti della tesi triennale mi hanno detto che erano melensi e non avrebbero mai pensato
- lou reed a 25 anni ha fatto uscire il primo album con i velvet underground. ne fa uscire 4 in tutto con loro. arriva il 1972 e lou ha 30 anni, me lo immagino sbattuto dalle droghe come nella copertina del suo secondo album solista. 'transformer'. ieri ho ascoltato 'perfect day' giusto da farla diventare insopportabile e mi sono chiesto: di che album è? 'transformer'. beh, è fantastico
- questo punto è da mettere alla voce 'film che sembrano troppo belli per esserci visto che è uno dei tuoi registi preferiti che fa un film sullo stile di un altro dei tuoi registi preferiti rifacendosi a un libro che un giorno tuo fratello ti consigliò e che tu sbagliando hai ignorato'.
were the wild things are (e 'the fall' che fine ha fatto?)
ieri sera, stanchissimo.
sono le 19 e sto tornando a casa da lavoro, uno dei tanti che mi tiene a galla.
ho appena assistito a una rissa tra due ragazzini (cosa sulla quale tornerò).
l'unica cosa di cui avrei voglia è arrivare a casa, doccia, cena e poi una serata sotto il piumone.
mi chiama una mia amica di bologna. mi sono laureata oggi, vieni a festeggiare con noi?
io per una decina di minuti resisto, le dico che non vado.
poi arrivo nel cortile, fermo la macchina e ripenso a certe cose.
ceno, doccia e riparto verso bologna.
bevo senza cognizione, che le cose vanno fatte bene.
sono l'unico che lavora e quindi mi sento in dovere di pagare un paio di bottiglie.
torniamo tardissimo e finisco nello stesso letto con una di cosenza.
attenzione, finisco nello stesso letto non significa altro che sono finito nello stesso letto.
sono le cinque e mi addormento o, per meglio dire, crollo sapendo che.
che alle 7.45 mi suona la sveglia nel cellulare e la spengo.
riapro gli occhi alle 8.02 e scuoto la testa in quanto non comprendo come possa già essere l'ora.
mi alzo e vado verso la macchina per trovarmi alle 9.30 a lavoro, distrutto.
prima però per non puzzare di alcool mi fermo da un fornaio e mangio un pezzo di erbazzone.
ci bevo un mezzo litro di acqua che gusto come fosse un elisir.
arrivo in ufficio e mi accorgo che i miei vestiti odorano di notte, si sente bene.
c'è una morale in tutto questo? io dico di si.
che è un'ora che sto ascoltando 'perfect day' di lou reed mentre lavoro e scrivo qui.
per giusto quei due o tre.
old school è ammettere quando si è sbagliato, sempre. anche quando non si può riparare, anche quando ti è difficile ammetterlo. anche quando sai che non potevi fare altro e ora ti dai del coglione. è fare scelte impopolari e comunque andare avanti, anche se te ne pentirai per sempre.
new school è guardare un giorno avanti e due indietro e frankie ammette che ultimamente lo sta facendo spesso.
old school è aver voglia di andare via anche dopo la frase di ligabue che 'la voglia di scappare da un paese di ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso', che ammettiamolo ha rovinato un po' tutto.
ecco, oggi vorrei spendere due minuti sul concetto di 'old school', sapendo benissimo che ci vorrebbero giorni di discussione per esaurirne anche solo uno dei molteplici aspetti.
essere old school significa tante cose ma, soprattutto, una: pensare old school. mi spiego.
non che esista una new school (la old school diventa tale solo che il soggetto riconosce di esserlo, non se viene additato dagli altri come tale) però la new e la old si intersecano in più punti. esempio.
l'altro giorno ascolto 'prisencolinensinainciusol' di adriano celentano, più precisamente il video con la carrà che si trova su youtube. questo è old school. mi accorgo ascoltandola varie volte che ha 'un tiro della madonna' e che 'il varietà italiano televisivo degli anni '70 era invidiabile'. questo è new school. se poi scarico la canzone e tiro fuori un giro pulito da campionare, rimango nella new school. ascoltare la base per almeno un'ora mentre pulisco camera è old school. quindi, cosa si può capire?
che essere old school al giorno d'oggi non gratifica molto, per quella volta che succede però non vedi altro che cose belle. essere old school è una fortuna di pochi. tornerò sull'argomento nei prossimi giorni
entrare in un negozio senza nemmeno rendersene contro e comprare 'agaetis byrjun', accorgersi che è entrata anche lei per aspettarti, uscire e vedere che gli altri non ci sono, camminare sotto i portici, stretti e non parlare, senza sapere dove andare
e da oggi tutte quelle cose che vedevo con il simbolo 'pausa', andranno con calma in 'play'