venerdì pomeriggio, in partenza per firenze, un parrucchiere mi chiede: ma dov'è che stai andando? a vedere quelli a modena?
no, mio caro parrucchiere. e ci sono tanti motivi. non mi dilungherò. prego al mio assistente di far partire le immagini.
qui vediamo tre normalissime ragazzine. ragazzine, bambine forse ancora (avranno già avuto le mestruzioni? ma in fondo, cosa ci interessa?). e nei loro occhi vedo la gioia che poteva essere associabile ad un concerto qualunque di hanson, backstreet boys, 5ive o roba così. che nel 1996, foto di classe della seconda medie, le mie compagne erano così. come loro, con maglie nere e stampa sempre maledettamente tendente al beige (o marrone). e noi ragazzi (o bambini forse ancora, avevamo avuto la prima eiaculazione? ma in fondo cosa ci interessa?) per loro eravamo niente. c'erano solo brian o nick o quegli altri. solo bill l'ermafrodita dei tokio hotel. in sfondo della foto si può vedere un esemplare della specie 'genitore in blue jeans: li accompagno e sono al sicuro'. andrei con la prossima foto.
in questa invece, il 'genitore in blue jeans' manca. oppure si è andato a fare un prosecco. la posa intende 'yeah, siamo qui per voi' che sia poi riferita all'ermafrodita o al fotografo del resto del carlino, non fa differenza. qui si può vedere come queste ragazze non sappiano la differenza tra 'ragazza al concerto' e 'groupie alle prime armi'. ti vuoi mettere in reggiseno perchè fa fico, ma ti metti sopra la banda perchè le tette ancora non le hai (un eloquente 'w germany scritto sulla pancia mi fa pensare che dovrei tatuarmi sulla fronte 'w iceland', ma poi perchè? ti chiami tokio canti in inglese e sembri un thailandese liftato).
ecco, sono caduto nella deriva dello sfogo da non-più-ragazzino che se la prende con questo povero gruppo e queste ragazzine con la matita pesante. o il contrario