dire che sono scarico è un offesa ad un cellulare con la batteria staccata
mio caro walter,
mi ricordi un alunno de 'l'attimo fuggente'. uno qualunque. quelli che avevano speranza nel futuro, e che hanno colto l'attimo. che hanno studiato tanto e che hanno un sacco di passioni. walter, mi piaci e non me ne vergogno. i sondaggi oggi danno silvio in vantaggio di sei punti. mi sa che non ce la farai, un suicidio. però dacci un po' di speranza con il tuo faccione che assomigli a denver. il dinosauro. di speranza, mio caro walter non ne trovi molta in giro. sai, parlo con tanta gente e tutta ti vota. però sono tutti pessimisti. cioè, mica pessimisti sul voto che ormai chiaramente andrà male (io per un pareggio non esulterei), pessimisti sul fatto che non si può cambiare. sei giovane, hai un volto rassicurante che a mia madre gli hai fatto dire: ah si, lui mi piace proprio (non glielo sentivo dire da quando vide per la prima volta travaglio in tv). insomma walter, questo post poteva essere più lungo e l'avevo pensato bello articolato mentre facevo la doccia. ma sai, non ti sto a raccontare tutto, sono giorni difficili e non riesco molto bene a concentrarmi. l'otto ho pure un esame ma non la vedo bene. a bologna il motto del momento è: stiamo vicini. beh walter, che ti devo dire? fammele buone stavolta le margherite che la volta scorsa erano cotte un po' troppo
per tre giorni francone si annulla e:
- scarica finalmente 'control', di corbijn su ian curtis
- vede otto film: seta (lento e nulla a che vedere con il libro), batman begins (grande bale), kontroll (ungherese e carino), hot fuzz (non ci sono arrivato in fondo), factory girl (quanto è bella sienna miller?), irina palm (ma quanto è fuori marianne faithfull?), mein fuhrer (a tratti geniale), centravanti nato (cose che mi aspettavo), still life (basta dire che per renderlo un minimo interessante l'ho guardato in cinese sottotitolato...)
- ascolta l'ultimo dei portishead e non è del tutto convinto. spera si un fake di una registarzione fatta male. o il contrario
I'm so ronery, so ronery
So ronery and sadry arone
There's no one, just me onry
Sitting on my rittle throne
I work very hard
And make up great prans
But nobody listens no one understands
Seems like no one takes me seriousry
And so, I'm ronery
A bittle ronery
Poor rittle me
There's nobody I can rerate to
Feel rike a bird in a cage
It's kinda sirry but not rearry
Because it's firring my body with rage
I'm the smartest most crever most physically fit
But nobody else seems to rearize it
When I change the world maybe they'll notice me
And until then I'll just be ronery
Yeah a rittle ronery
Poor rittle me
I'm so ronery
ho due biglietti per i rage against the machine a modena
ho il disco nuovo dei portishead da aprire
la tesina sui porno ha fatto successo (e proseliti)
frankie postula un suo assunto (...ma che ho scritto?)
film: le vite degli altri
descrizione numero uno: dramma sui dubbi esistenziali di uomo al servizio della germania dell'est
descrizione numero due: thriller di spionaggio nel quale amore e suspence flirtano
noleggi effettuati esplicando descrizione numero uno: zero
noleggi effettuati esplicando descrizione numero due: tre
ergo: nessuno sa cos'è la
stasi e quindi non si sa se essere felici se
capita questo
torno dal viaggio. mi sveglio la mattina seguente pieno di buoni propositi e inizio a sbrigare le prime faccende. svuoto gli zaini, mando mail, risolvo cose. tutto bene, poi parto per bologna. ho ancora il pranzo caldo nello stomaco, mi scende un po' di abbiocco ma non fa nulla. lo affronto come mitch faceva con le onde appena si buttava in mare. arrivo a cinquecento metri dallo svincolo per ancona con i franz ferdinand al massimo nello stereo. poi, per farla breve, mi si buca una gomma ai 130 in seconda corsia. raggiungo la corsia di emergenza e li mi rendo conto che mi si è bucata una gomma. poi penso a tre cose in successione mentre inizio a sudare al solo pensiero di dover cambiare una ruota sotto la giornata più calda con la felpa e i tir che mi passano a trenta centimetri:
-mettiti il giubbottino arancione!
-perchè non ho portato nulla per cambiarmi per i prossimi due giorni?
-una settimana fa ero ad helsinki
sudo, tanto. rientro in macchina fiero del mio primo cambio ruota e mi metto nella corsia più lenta agli 80 come dice il ruotino che l'ho avvitato io e non voglio rischiare di arrivare in impennata che nemmeno con il motorino ci riuscivo. poi passo due giorni con le fitte allo stomaco e non riesco a darmi la soluzione meno stupida:
-stress da ritorno in una vita che comunque ti gratifica?
-hai preso un colpo d'aria per via della combine sudore cambio gomma/aria camion che ti sfiora?
ma poi anche in estonia.
torno da una settimana in finlandia e estonia con qualche considerazione:
-tampere è una città con in mezzo una grande centrale elettrica. perchè loro la centrale l'hanno fatta dove c'è un fiume. tanta neve per strada e inizio a respirare un po' di solitudine finnica. arriviamo alle dieci di sera e le vie sono vuote, le luci tenui e la poca gente o alle fermate dei bus o dentro le birrerie. mi ricorda il giorno di natale e mi addormento con la finestra aperta che è diretta sugli enormi sbuffi della centrale dalle due ciminiere. non lo sembra ma è terribilmente romantico. tampere mi offre anche il museo di lenin, grande due stanzoni ma con le guide in dieci lingue diverse. inizio ad entrare nella mentalità finlandese che è precisa anche quando non sembra.
-helsinki è bella e moderna. le ragazze sono belle e gli uomini no. gli uomini sembrano in un film di kaurismaki. che non ridono e che si trascinano. due giorni dopo siamo a cena in un ristorante finlandese, dove ci sono solo finlandesi e dove tutto è magnificamente finlandese. il colore dei muri è verde acqua. le finiture sui fili della luce non si sono. le finestre emanano una luce verso l'esterno che dentro non c'è. come un sofficino cotto male. sono dentro un film di kaurismaki e me ne rendo conto. parliamo di come la finlandia non abbia passato di come 'panna montata' significhi 'scopare mio nonno' e come capita in questi giorni, portiamo a casa gli avanzi. la finlandia è l'unica nazione che ha sconfitto il mio stomaco e placato ogni mio appetito.
-tallinn è ostica e proletaria come solo un fazzoletto sulla testa di una vecchia sa essere; una città con il cuore di san marino (non di panna) che sembra una ricostruzione di gardaland e un esterno che pare chernobyl. albergo della stazione che dava sul binario numero uno dove il treno per parnu ci ha fatto compagnia tutta notte con il suo metano per tenere acceso il motore. una stazione che nemmeno in un paese italiano di tremila abitanti sfigurerebbe. donne con i fianchi larghi e uomini che sgommano agli incroci. museo del marzipan con una commessa che parla un inglese semplice e non so perchè mi mette un'infinita tristezza.
punctum:
-il kiasma
-la gentilezza del tipo al museo del design
-la foto del manager di bordo sulla nave per tallinn
-mangiare il makkara in mezzo la neve
-la turbolenza prima di londra
-iniziare a leggere e vedere film in inglese